Vi siete chiesti che cosa si mangia a Gambassi Terme in questa calda estate? Noi lo abbiamo chiesto ad alcune realtà del nostro territorio e ancora una volta le ricchezze enogastronomiche di questa splendida terra nel cuore della Toscana ci hanno fornito una “gustosissima” risposta. Piatti freschi adatti a ogni occasione dall’aperitivo al buffet ma anche piatti più complessi che raccontano il sapore della cacciagione e del buon vino adatti a una bella cena sotto le stelle al fresco delle nostre colline.  Non indugiamo oltre e vi raccontiamo tre dei nostri piatti più appetitosi.

La prima ricetta ha tra gli ingredienti il rosmarino, pianta simbolo del mediterraneo, il cui nome deriva da “ros marinus” cioè rugiada di mare per il legame tra il colore dei suoi fiori e il colore del mare.

“Bruschette con crema di rosmarino e ceci” dell’Agriturismo Renai e Monte 

Ingredienti

  • 150gr di ceci
  • Limone
  • Aglio
  • Olio evo
  • Rosmarino
  • Sale

Procedimento Mettere in ammollo i ceci per una notte e poi cuocerli in acqua bollente con un po’ di sale e pepe. Quando cotti passateli in padella con aglio, un rametto di rosmarino e olio e cuocere per circa 15 minuti. Poi passarli con il mixer e aggiungere un po’ di succo di limone e del rosmarino tritato.


La seconda ricetta ci arriva dall’Agriturismo Pietralta e ha come protagonista uno squisito formaggio: il caprino. Un formaggio che vede nell’estate il periodo migliore per la produzione poiché le capre possono brucare liberamente l’erba più fresca e tenera in grado di conferire al loro latte dolcezza e aroma.

Caprini ai pistacchi

Lavorate i caprini freschi con un po’ di pepe e olio, fate delle palline della grandezza di una noce, rotolatele nella granella di pistacchi, adagiateli su un letto di insalatina, qualche goccia di glassa di aceto balsamico ed a piacere qualche frutto rosso, lampone o ribes.


L’ultimo dei piatti che vi raccontiamo è invece adatto a una cena all’aperto in questa estate stellata e ce lo propone la Tenuta di Sant’Ilario, al centro questa volta la faraona e la Vernaccia di San Gimignano. Sapevate che il nome scientifico della faraona, Numida meleagris, è legato a un’antica leggenda greca, che ne fece il simbolo dell’amor fraterno? Essa narra della morte di Melagro e delle copiose lacrime versate dalle sorelle che impietosirono gli dei al punto da decidere trasformarle in piccolo e graziosi uccelli che sulla livrea portavano i segni del pianto: le perle bianche che spiccano sul piumaggio.

Coscia di faraona alla Vernaccia di San Gimignano, limone e timo fresco

Ingredienti per 4 persone

  • 4 cosci di faraona
  • 1 spicchio d’aglio
  • 2 limoni medi
  • 20g di burro
  • 1 bottiglia di vernaccia
  • Farina q.b.
  • Timo q.b.
  • Sale e pepe q.b.
  • Olio q.b.

Procedimento Salare e pepare i cosci di faraona. Successivamente in una padella, mettere burro e olio e spadellare la faraona precedentemente infarina. Quando risultano ben rosolati disporli in una teglia con la vernaccia, il succo dei due limoni, la buccia grattugiata ed il timo. Coprire con carta da forno, e poi con 2 fogli di alluminio. Cuocere in forno per 3 minuti a 160°. Una volta cotta, tirare fuori dal forno e servire ancora calda. Se volete cimentarvi nella scoperta della cucina gambassina non dimenticate di cercare nel nostro sito le esperienze a tema cucina che potrete fare nelle nostre aziende. Perché non prenotare uno dei corsi di cucina che trovate sul nostro sito web?